Teatro Toniolo (VE)
                                                                       
                            
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GLI STADIO AL TONIOLO,
un'ovazione per tutte le età
Pienone l’altra sera per il concerto che ha ripercorso vent’anni di successi:

Mestre:
Canzoni capaci di unire più generazioni, di suscitare forti emozioni, ricordi, attimi, di scatenare e coinvolgere oltre settecento spettatori. Tutto esaurito l'altra sera al teatro Toniolo a Mestre per il concerto degli Stadio, tappa veneziana del tour «L'amore volubile» dal titolo del nuovo album. Gaetano Curreri, Andrea Fornili, Roberto Drovandi e Giovanni Pezzoli, accompagnati sul palco da Fabrizio Foschini e Maurizio Piancastelli, hanno catalizzato l'attenzione di cinquantenni, quarantenni, trentenni e persino di qualche adolescente. Tutti insieme hanno intonato sia le canzoni del vecchio repertorio come «Ballando al buio» o «Lo zaino» sia pezzi come «Buona sorte» o «Le mie poesie per te», tratti dal nuovo disco. Un album in cui tutto il pop d'autore di cui sono capaci gli Stadio, in passato al fianco di Dalla, Morandi, Vasco Rossi, ma in cui ci sono anche chiari richiami al rock targato anni Settanta dei mitici Yes. Canzoni per tutte le stagioni che disegnano una traiettoria leggera senza apparire perciò banali. Una performance di circa tre ore con una nuova scenografia, nuovi arrangiamenti, una inedita e lunga scaletta, capace di rivelare anche l'anima acustica del gruppo: insomma uno spettacolo dove la musica, grande protagonista, si è lasciata «contaminare» dal cinema. Sullo sfondo un maxi schermo con scene di film di tutti i tempi, passepartout dei sogni, come in una sola ed inedita colonna sonora, una storia fantastica di musica e immagini, di suoni e parole. Tra i video in sottofondo alcuni appartenenti a pellicole a cui gli Stadio hanno lavorato: da «Acqua e sapone» di Carlo Verdone, al più recente «Non ti muovere» con Sergio Castellito e Penelope Cruz. Dal palco del Toniolo è risuonata, dunque, la storia del gruppo bolognese filtrata anche attraverso i successi scritti da Curreri e Vasco Rossi nelle uggiose giornate di nebbia novembrine. Gran coinvolgimento durante l'esecuzione di «Dimmi che non vuoi morire» regalata nel '97 a Patty Pravo, «Un senso» e «Prima di partire per un lungo viaggio» arrangiata in una chiave rock persino più incisiva di quella approntata per Irene Grandi. Insomma uno spettacolo davvero emozionante in grado di animare il pubblico che, al termine del concerto, sulle note di «La faccia delle donne» alzatosi dalle poltrone ha duettato con la band.
Caterina Colucci