La formazione attuale                                                                                      Home page

GAETANO-CURRERI Gaetano
Curreri

nato a Bertinoro
(Forlì-Cesena)
il 26/06/1952
GIOVANNI-PEZZOLI Giovanni
Pezzoli

nato a
Bologna
il 14/05/1952
FABRIZIO-FOSCHINI Fabrizio
Foschini

nato a
Faenza (RA)
il 19/10/1956
ANDREA-FORNILI Andrea
Fornili

nato a
Reggio Emilia
il 04/11/1960
                                         
ROBERTO-DROVANDI Roberto
Drovandi

nato a Gattinara
(Vercelli) il 18/02/1965
MAURIZIO-PIANCASTELLI Maurizio
Piancastelli

nato il 3 luglio 1963
Trombettista, corista,
tastierista, percussionista

Saverio Grandi:

Saverio_Grandi Saverio Grandi, noto autore della musica italiana, viene scoperto nel 1988 da Gaetano Curreri che lo definisce il "quinto Stadio". Da quell' incontro nasce una lunga e fortunata collaborazione che sfocia in successi come "Generazione di fenomeni", "Stabiliamo un contatto", "Un disperato bisogno d' amore" ed altri fino all' ultimo lavoro "Storie & geografie", con l'inedito Di nessun altro. Non collabora solo con gli Stadio, il suo nome è infatti legato ad artisti come Vasco Rossi, Mango, Francesco Guccini, inoltre Mariadele e Taglia 42, di cui Saverio Grandi è stato anche il produttore degli ultimi album. Ora la decisione di passare da autore a cantautore con il suo primo singolo "La pianta del piede", in radio dallo scorso 13 dicembre 2003.


Roberto Roversi:

Nato a Bologna nel gennaio del 1923. Laureato in filosofia all'Università di Bologna nel 1946. Dal 1948 libraio antiquario. Editore e con Pier Paolo Pasolini e Francesco Leonetti, poi anche con Franco Fortini, Angelo Romanò e Gianni Scalia redattore della rivista ''Officina'' (Anni 1955-1959). Editore e curatore della rivista ''Rendiconti'' (Anni 1961-2000). Roberto Roversi è uno dei maggiori poeti italiani del Novecento. Il suo nome è legato a momenti importanti della nostra cultura, come per esempio la rivista "Officina", di cui negli anni Cinquanta fu uno degli animatori. Negli anni Sessanta ha pubblicato per Einaudi "Dopo Campoformio" e subito dopo ha scritto uno dei poemi più belli e originali del secondo Novecento, "Descrizioni in atto", proposto, in polemica con l'industria culturale, in edizione ciclostilata. Da allora ha costantemente rifiutato di pubblicare le sue opere presso grandi editori, limitando la sua produzione a fogli fotocopiati di cui si occupa direttamente. Solo di recente ha dato alle stampa La partita di pallone, raccolta di poesie pubblicate da Tullio Pironti (Napoli).
Importanti sono le collaborazioni con alcuni artisti della musica italiana:
scrive una trentina di testi per tre album di Lucio Dalla :
1) Il giorno aveva cinque teste.
2) Anidride solforosa.
3) Automobili.
Nota è anche la sua collaborazione con il gruppo rock degli Stadio, per i quali scrive testi come "Ma se guido una Ferrari", "Maledettamericatiamo", "Bianco di gesso e nero di cuore", "La ragazza col telefonino" e tanti altri...
Negli ultimi trent'anni ha prevalentemente pubblicato, per libera scelta, su piccole riviste autogestite o su fogli volanti in libera distribuzione.

Alessandro Bergonzoni:

Alessandro_Bergonzoni Alessandro Bergonzoni, stravagante comico teatrale, inizia a collaborare con gli Stadio dal 1991 con "Siamo tutti elefanti inventati", meritato disco d' oro della band bolognese. Il titolo del loro album (pensato appunto da Bergonzoni), è a metà tra la favola Disneyana e la realtà sociale italiana: contenuto e contenente, dilemma amletiano delle ultime generazioni. Anche nell' album "Stabiliamo un contatto" del 1992 c'è la firma del comico bolognese che scrive il testo de "L' appostamento", ovvero una metafisica storia d'amore. Nel marzo 1995 gli Stadio pubblicano "Di volpi, di vizi e di virtù", che porta firme prestigiose, anche qui non poteva mancare quella di Bergonzoni, che dà il titolo all' intero album. L'ultima collaborazione risale ai giorni nostri, il titolo, "Storie e geografie", è sempre un regalo del caro amico Alessandro, vulcanico acrobata della parola.
Per saperne di più su Alessandro Bergonzoni.


                              
Le origini

La loro musica pop-rock ha caratterizzato, in parte, la musica italiana degli ultimi tre lustri: soprattutto, gli Stadio hanno donato nuova linfa a quella penna da cantautore non troppo politicamente impegnata ma colta, perennemente volta all'introspezione come tecnica speculare per cogliere le ovvie e dannate problematiche del fenomeno generazionale.
Stadio Agli inizi degli anni Ottanta hanno rappresentato l'escrescenza di una situazione tutta italiana: la rivelazione discografica dei cosiddetti "turnisti", coloro che provano, arrangiano e suonano nelle grandi produzioni discografiche. I componenti della prima formazione venivano da una comune esperienza con Lucio Dalla: Giovanni Pezzoli, batteria; Marco Nanni, basso; Ricky Portera, chitarra; Fabio Liberatori, tastiere; Gaetano Curreri, voce e tastiere.
Questa è la cospicua parte di session-men che accompagna Dalla e De Gregori nel tour "Banana Republic" del 1979: il tour, che "cambiò il volto della musica leggera", è la prima esperienza del gruppo e, quindi, l'inizio dell'attività musicale e discografica degli Stadio.
E' proprio in "Banana Republic" che il gruppo inizia a lavorare al suo primo long playing: nasce cosi "Grande figlio di puttana", canzone che dilata in senso grottesco la filosofia di un gruppo come quello degli Stadio. Il primo album "STADIO" verrà pubblicato nel 1982. Sono cinque canzoni più una suite musicale ("Un fiore per Hal") in cui compare la voce di Dalla. Già da questa prima prova discografica, gli Stadio si affidano a veri e propri parolieri d'eccezione: Gianfranco Baldazzi (scrittore e critico musicale, prima che acclamato autore di canzoni). Gli altri autori sono lo stesso Dalla, anche produttore del disco; Ambrogio Lo Giudice, uno dei più affermati registi di videoclip musicali, e quel ventenne, commesso in un negozio di scarpe al centro di Bologna, che dopo tante insistenze riesce a firmare la sua prima canzone, "Navigando controvento".
È Luca Carboni, vera scoperta di Gaetano Curreri&soci. Parte del disco è stata utilizzata per la colonna sonora del film "Borotalco" di e con Carlo Verdone. Negli anni successivi, il gruppo continua ad accompagnare Lucio nei concerti e in sala: l'ellepi "1983" del cantautore è suonato ed arrangiato dagli Stadio.
Con Ron registrano dal vivo il 33 giri "Tutti i cuori viaggianti", "Sotto la pioggia" con Antonello Venditti, "Telefono elettronico" di Renzo Zenobi, producono "...e intanto Dustin Hoffmann non sbaglia un film", l'album d'esordio di Luca Carboni, scrivendogli "Fragole buone buone". La seconda prova discografica, "LA FACCIA DELLE DONNE", prodotta dal duo Guido Elmi/Maurizio Biancani, vede la collaborazione di Vasco Rossi, Dalla e Carboni.
Stadio Con "Allo stadio" partecipano al Festival di Sanremo, edizione 1984. Il 33 giri rimane una pietra miliare nella storia del gruppo: con "Acqua e sapone" e "C'è" firmano la seconda colonna sonora per un altro film di Carlo Verdone, per l'appunto "Acqua e sapone".
Agli inizi del 1985, vengono pubblicate cinque canzoni nel Q-disc "CHIEDI CHI ERANO I BEATLES": il brano omonimo è un autentico, piccolo capolavoro composto da Gaetano Curreri con il poeta Roberto Roversi. Realizzano di nuovo le musiche per un film di Carlo Verdone, "I due Carabinieri".
Con il brano "CANZONI ALLA RADIO" partecipano nuovamente al Festival della Canzone Italiana e pubblicano l'album omonimo. La band è ora di quattro elementi.
Fabio Liberatori decide di abbandonare l'attività del gruppo. Nel marzo dello stesso anno partono per gli Stati Uniti con Lucio Dalla per una serie di concerti oltre-oceano registrando il doppio album live, il vendutissimo "DallAmeriCaruso" dove è stata incisa anche "Grande figlio di puttana", che apriva la tournée americana. Ricky Portera esce dal gruppo e nel 1987 il tastierista Beppe D'Onghia inizia a collaborare.
L'anno seguente, gli Stadio partecipano al progetto "DallaMorandi", che li porta a realizzare il disco omonimo - componendo "Il Duemila, un gatto e il Re" per Lucio Dalla e prestando la generazionale "Chiedi chi erano i Beatles" a Gianni Morandi.
Con Vasco Rossi scrivono "Bella più che mai" e "Tu vuoi qualcosa", i due inediti vengono pubblicati nella raccolta di successi, "CANZONI ALLA STADIO", che esce nell'estate del 1988. E' questo l'anno che vede la definitiva conclusione della collaborazione artistica degli Stadio con Lucio Dalla.
Nell'89 pubblicano "PUOI FIDARTI DI ME", diversissimo dai precedenti, prodotto da Roberto Costa.
Marco Nanni e Beppe D'Onghia in tempi diversi lasciano il gruppo cosicché della prima formazione rimangono Gaetano Curreri e Giovanni Pezzoli con cui ancora oggi vengono identificati gli Stadio. Cantante da "note impossibili", anti-divo e di una gestualità ossessiva il primo; batterista richiestissimo per i dischi dei colleghi, faccia accattivante e sorniona dietro gli occhiali scuri e vero talento di simpatia il secondo.
Vasco Rossi chiede agli Stadio di aiutarlo nella colonna sonora di "Stasera a casa di Alice", il film di Carlo Verdone con Ornella Muti e Sergio Castellitto.

Stadio Nel 1991 il passaggio alla EMI Italiana e il meritato Disco d'oro con "SIAMO TUTTI ELEFANTI INVENTATI", pensato nei due anni precedenti, prodotto da Antonio Colombi, realizzato con l'arrangiatore Luca Orioli e il nuovo chitarrista Andrea Fornili. Il titolo, pensato da Alessandro Bergonzoni, e' a meta' tra la favola Disneyana e la realtà sociale italiana: contenuto e contenente, dilemma amletiano delle ultime generazioni. E a proposito del travaglio generazionale e del machiavellico "volgere dei tempi", "Generazione di fenomeni" e' la track-song più conosciuta del disco grazie al fatto che viene utilizzata come sigla finale della serie di telefilm "I Ragazzi del muretto" di RaiDue. C'è un ideale filo che unisce il vecchio e il nuovo degli Stadio: ci sono "nuove" firme d'autore che danno lustro al loro repertorio come Ivano Fossati ("Ci sarà") e Claudio Lolli ("Segreteria telefonica") e "solite" collaborazioni con Vasco Rossi ("Cerca di non esser via") e Luca Carboni ("Pelle a pelle").
Negli anni il linguaggio della Canzonetta si e' evoluto, divenendo stereotipato o trascendendo ogni schema convenuto: gli Stadio hanno sempre faticosamente mantenuto una coerenza letteraria risultando, molte volte, i veri interpreti delle tensioni e delle fibrillazioni di molti ragazzi - coniugando la loro duttilità musicale con l'inibitoria versatilità della penna d'autore. Hanno regalato anche splendide canzoni a molti loro colleghi: la già citata "Fragole Buone buone" e "Ci sei perchè" a Carboni; "Una nuova canzone per lei", "Idea 77" e "Rewind" (per il nuovo album "Canzoni per me") a Vasco; "Noi come voi" a Dalla; "Padrone del tuo cuore" a Ron; "Il sapore di un bacio" a Raf; "Ladri d'amore" a Maurizio Vandelli; "Il filo di Arianna" a Paola Turci e "Dimmi che non vuoi morire" a Patty Pravo, sono solo alcuni esempi.

Stadio Nell'autunno del 1992 viene pubblicato "STABILIAMO UN CONTATTO", che bissa il successo del precedente. Anche questa volta lavorano da soli con Luca Orioli e aggiungono al line-up il bassista Roberto Drovandi. Saverio Grandi è diventato il loro paroliere abituale: compone i testi di gran parte delle canzoni - tra cui "Per la bandiera" con Francesco Guccini. Il cantautore emiliano accetta di collaborare per un paio di canzoni: erano anni che non scriveva un'invettiva cosi diretta e cruda nei confronti di un evento che ha sconvolto la nostra società (la strage di Capaci). "Swatch" è il secondo testo che firma per gli Stadio. L'anacronistico viaggio a ritroso nel tempo di un quarantenne che osserva due adolescenti innamorati e quell' "incoscienza orgogliosa della loro età". Su una metafisica storia d'amore di Alessandro Bergonzoni ("L'appostamento") e su un testo dell'inedita coppia Luca Carboni-Jovanotti ("Libero di cambiare") vengono scritte altre "canzoni alla Stadio"!
A conferma delle loro indubbie capacità live nel 1994 gli Stadio conquistano il Disco d'oro con "STADIOMOBILE LIVE (che contiene l'inedita "Un disperato bisogno d'amore", sigla della seconda serie de "I ragazzi del muretto") raro traguardo per i dischi incisi dal vivo. Nel marzo 1995 pubblicano "DI VOLPI, DI VIZI E DI VIRTU'...", realizzato con il produttore americano Bob Rose.
L'album vanta le collaborazioni prestigiose del poeta Roberto Roversi, di Francesco Guccini, di Roberto Vecchioni e Vasco Rossi, oltre l'apporto dell'armonica di Edoardo Bennato e delle tastiere di Fabio Liberatori - tornato a suonare con gli Stadio dieci anni dopo. Ancora concerti e, nell'aprile 1996, è la volta della raccolta "IL CANTO DELLE PELLICOLE", il loro omaggio al Cinema, in occasione dei suoi cento anni. Per una volta, tutte insieme, le canzoni che hanno fatto da colonna sonora ai film di Carlo Verdone, alle serie televisive, alla pellicola TV "Mamma Lucia" con Sofia Loren e l'inedito "Le cose che contano", sigla dell'ultima serie de "I ragazzi del muretto". Il 1997 si apre con un importante riconoscimento.

Al Festival di Sanremo la giuria di qualità, riunitasi per la prima volta e formata da Luciano Pavarotti, Bill Conti, Mario Missiroli, Gino Paoli e Nicola Piovani premia Gaetano Curreri per la migliore musica grazie al brano "Dimmi che non vuoi morire", interpretato da Patty Pravo.

A riconfermare lo stato di grazia creativa che accompagna la band, nello stesso anno esce "DAMMI 5 MINUTI", tra i più bei dischi degli ultimi tempi. Prodotto interamente dal gruppo e arrangiato con Maurizio Biancani e Mirko Dalporto, l'album contiene l'eterea lirica di "Il Temporale" (scritta con Vasco Rossi); la storia straziata di "Un volo d'amore". La giocosità di "Ti mando un bacio". A scrivere le canzoni ci sono ancora Saverio Grandi (ormai affermato autore), l'ispiratissima Bettina Baldassarri (una delle tante scoperte degli Stadio) e Roberto Roversi ("Millenovecentonovantaniente"). Celebrato autore di "Vita spericolata" e loro amico di vecchia data, Tullio Ferro compone "La colpa che tu eri": tra le più belle canzoni d'amore del gruppo. Il disco è realizzato con la partecipazione di Angelo Branduardi e Sarah Jane Morris.
Nel settembre di due anni fa, tutte le emozioni più forti delle loro canzoni d'amore vengono raccolte in "BALLATE FRA IL CIELO E IL MARE". Dodici ballate cantate in tanti concerti e che hanno innamorato tanta gente: storie di ragazzi e di adulti, storie di vita e di amori. Il piacere di ascoltare le nuove versioni di "Vorrei", "Segreteria telefonica", "Vai Vai", "C'è", ecc. Prodotta con Celso Valli, la raccolta contiene inoltre gli inediti "Muoio un pò" (cover di "Driving with the brakes on" dei Del Amitri), "Fra il cielo e il mare" e "Sembra quasi che non c'è". E' il "trampolino di lancio" verso il Festival di Sanremo 1999, cui partecipano con "Lo zaino", scritta da Curreri con Vasco Rossi. Una serenata d'amore alla donna dell'universo: erano tredici anni che gli Stadio non si esibivano sul palco del Teatro Ariston! E' stato un successo, le giurie popolari e quella di qualità li votano fino a farli arrivare al 5° posto, a pochi punti dalla vincitrice, Anna Oxa. Da lì un lungo tour promozionale in giro per l'Italia.

L'attività della band è sempre stata parallela a quella solista dei vari elementi: Gaetano è oggi uno dei più affermati autori di canzoni di successo (ultima, in ordine di tempo, "La tua ragazza sempre" per Irene Grandi, e la produzione del nuovo album di Patty Pravo) e, qualche mese fa, ha partecipato al cartone animato "La gabbianella e il gatto che le insegnò a volare" (tratto dall'omonimo libro di Luis Sepulveda) duettando con il cabarettista Antonio Albanese. Hanno cantato nei brani "Duro lavoro" e "Noi siamo i topi". Giovanni si dedica proverbialmente ad internet (e, soprattutto, a questo sito) ma non rifugge dagli inviti allettanti dei tanti amici (Taglia 42 e Lucio Dalla, per esempio) che lo vogliono nei loro dischi! Recentemente, Roberto ha collaborato con Eugenio Finardi ("Accadueo") e gli 883 mentre Andrea resta uno dei chitarristi più talentosi degli ultimi anni tanto da lavorare un pò con tutti (Franco Battiato, tra gli altri).

Donne&Colori Nel 2000 esce "DONNE & COLORI", 11 brani inediti (dopo una fortunata raccolta come "Ballate fra il cielo e il mare ") e, tra questi, "In paradiso con te" , il primo singolo radio, che vede Gaetano duettare con Amal Murkus, la cantante arabo-israeliana che ha collaborato anche alla stesura del testo. L'album viene pubblicato in un momento importante per il gruppo: 20 anni di percorso artistico, di carriera, di "band d'autore" della scena musicale italiana. Il disco contiene storie e ritratti di donna, con la poesia di Roversi, con le ballad e il funky, con l'apertura verso i suoni più mediterranei e con i duetti inediti (Amal Murkus per l'appunto e Mariadele in "Te lo ricordi") ed è prodotto da Guido Elmi, che aveva già lavorato ai tempi de "La faccia delle donne ", nel 1984.

Da undici anni ormai il line - up del gruppo è composto da Gaetano Curreri (voce e tastiere), Andrea Fornili (chitarre), Giovanni Pezzoli (batteria) e Roberto Drovandi (basso).

La storia continua e il nuovo disco "OCCHI negli OCCHI",uscito nell'estate del 2002, lanciato dal gettonatissimo singolo "Sorprendimi", è un viaggio lungo un'autostrada che va dritta al cuore. Dodici Polaroid di emozioni d'autore che toccano la sensibilità di tutti,e che hanno meritato senza alcun dubbio il Disco d'oro.Gaetano Curreri, ha composto assieme a Andrea Fornili e a Saverio Grandi le musiche di quasi tutto l'album, eccezione fatta per "Un vecchio errore", il brano di Paolo Conte scelto in omaggio alla canzone d'autore e interpretata in una versione personale.
Al disco hanno collaborato anche due giovanissimi artisti promettenti, gli Elettromoka, una delle ultime scoperte del talent scout Curreri. Ma è di Saverio Grandi, il "quinto" Stadio, collaboratore del gruppo da molti anni e autore della maggior parte dei brani di "Occhi negli Occhi", il merito di essere riuscito a penetrare l'universo dei sentimenti senza mai cadere nella retorica e di raccontare semplicemente, con un linguaggio di tutti i giorni, piccole grandi storie d'amore che suscitano quell'inconscia, gradevole sensazione di già vissuto!!

Vorremmo a questo punto raccontare qualcosa di alcuni ex mebri della band, musicisti che ancora oggi propongono musiche, sonorità e testi, mietendo numerosissimi consensi.

Richy Portera:

Portera E' sicuramente il "Fratello Maggiore" di tutti quei chitarristi che in Italia hanno amato e amano un certo tipo di suono. Le sue tracce si trovano praticamente nelle produzioni di tutti i più importanti artisti nazionali, da Lucio Dalla con il quale collabora in pianta stabile nei dischi e nei tour, a Ron, De Gregori, Loredana Bertè, Eugenio Finardi, Paola Turci, Alice, Venditti, Vasco, Stadio (dei quali a lungo è stato l'immagine unitamente a G. Curreri), insomma anni di storia della musica italiana da: "Banana Republic" il megatour di Dalla/De Gregori del '79 ad oggi. La forza di Ricky Portera è dovuta in parte al mito che il suo personaggio unico ed irriproducibile ha creato, dando vita alle varie leggende più o meno vere ma tutte ben rappresentate in quella che lo vuole ispiratore del celeberrimo "Grande Figlio Di ...." pezzo scritto da Dalla e Curreri, ma soprattutto al suo inimitabile stile sulla sei corde, un insieme di tecnica e calore fusi in un suono sintetizzato in anni di carriera, che gli ha permesso di diventare uomo immagine di prestigiose aziende come Ibanez e Marshall. Ricky ha deciso di riportare la sua musica nei clubs attraverso un concerto che ripercorre la sua storia artistica e che lo vede impegnato fra l'altro su sue personali riletture di classici immortali del rock. Un'occasione imperdibile per ascoltare e rivedere in veste di solista uno dei chitarristi che ha maggiormente caratterizzato la scena artistica italiana degli ultimi vent'anni. Ricky Portera è un chitarrista di primo piano nel panorama musicale italiano. Vanta collaborazioni importanti, una per tutte Lucio Dalla. Ma la sua personalità artistica soddisfa le esigenze dei maggiori cantautori italiani: Venditti, Vasco Rossi, Morandi, De Gregori, Finardi, Alice, Patty Pravo. E' stato fondatore degli Stadio con i quali ha inciso 4 CD. Il meccanismo che si innesta nel suo sound è trasmettere emozioni. Il suo rock non è semplicemente italiano, ma si ispira a Jimi Hendrix, Gary Moore, Jeff Beck, chitarristi cioè che interpretano la musica come stile di vita, con molta grinta e una certa dose di sensualità. Le sue cover per questo sono sempre 'sconvolte' da un riarrangiamento passionale e maturo dal punto di vista professionale.

Fabio Liberatori:

Liberatori Musicista, compositore, arrangiatore e produttore romano, ha frequentato corsi di Pianoforte, Composizione e Direzione d'Orchestra con i Maestri Paolo Renosto, Nicola Samale e Fausto Razzi, diplomandosi con quest'ultimo in Musica Corale e Direzione di Coro al Conservatorio "A. Casella" de L'Aquila. Presso lo stesso Conservatorio ha utilizzato per primo generatori elettronici nell'esecuzione di una composizione musicale. Nell'ottobre 1991 è stato chiamato con altri due compositori italiani delle nuove tendenze a confrontarsi con i maestri riconosciuti della musica New Age, quali Wim Mertens, Harold Budd, Roger Eno e Hans Johachim Roedelius, nel corso della rassegna internazionale di Musica "New Age-Ambient" al Palazzo delle Esposizioni di Roma, tenendo un concerto imperniato su alcune proprie composizioni elettroniche, tra cui la colonna sonora del film "Antelope Cobbler" di A. Falduto, Premio Speciale della Giuria al Festival del Cinema di Annecy (Francia) nel 1992. Lavora molto nel Cinema: è autore di numerose colonne sonore di films ma anche documentari, per le quali ha anche ottenuto premi prestigiosi come il David di Donatello, il Nastro d'Argento e il Premio Colonna Sonora della critica cinematografica. Carlo Verdone lo ha scelto come compositore e curatore musicale della maggior parte dei suoi films (da "Borotalco" a "Gallo Cedrone"). Per la TV è stato l'autore con Gaetano Curreri delle musiche per la serie di telefilm "I ragazzi del muretto", trasmessa da RAI 2. Ha partecipato come arrangiatore e produttore artistico alla realizzazione dell'opera musicale multimediale "Il Poliedro di Leonardo", presentata alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1990. Come esperto di strumenti elettronici, compositore, arrangiatore e direttore d'orchestra ha prestato la sua opera al fianco dei più importanti autori della musica leggera italiana, quali Lucio Dalla (tra l'altro ha suonato in "Com'è profondo il mare" e "1983", dove ha scritto pure gli arrangiamenti per orchestra) & Francesco De Gregori ("Banana Republic"); Luca Carboni (con cui ha realizzato "...intanto Dustin Hoffmann non sbaglia un film"); Ron ("Tutti i cuori viaggianti", "Al centro della musica", "Calypso"); Mario Castelnuovo ("Venere"); Paola Turci ("Primo tango"); Ivan Graziani ("Piknic"); Paola Massari ("Il vento Matteo"). E' uno dei fondatori della band degli Stadio, per la quale ha composto evergreen come "Vorrei" e "C'è", "Ti senti sola" e "Un fiore per Hal". Canzoni note al grande pubblico e anche ai cinefili per essere state temi di film di Carlo Verdone ("I due carabinieri"; "Acqua e sapone"; "Borotalco"). Ha fatto parte del gruppo sino al 1986, oggi continua con Gaetano Curreri e gli altri "Stadio" una collaborazione in occasione della produzione in studio dei loro album ("Di volpi, di vizi e di virtù..." e "Dammi 5 minuti"). Un anno fa è stato pubblicato dalla M.P. Records il suo primo disco, "Empire Tracks", realizzato con Arturo Stalteri e Gianrico La Rosa. L'album e' in parte ispirato a luoghi, suggestioni, storia e architetture della Roma odierna e passata, ma anche di ogni città con una storia alle spalle da cui e' difficile estraniarsi completamente. Ricerca talora sotterranea di sonorità e contrappunti spesso complessi, sovrapposti a strutture piu' semplici nelle architetture "esterne", e talora con incastri multi-tempo e random, scanditi da remoti sequencers poliritmici. E' stato più volte ospite dei programmi culturali radiofonici dell'emittente di Stato per presentare le proprie composizioni, ispirate ad una "fusione" tra la musica colta del nostro secolo e le nuove esperienze musicali che si richiamano alla sperimentazione elettronica ed anche al jazz contemporaneo.