Storie e geografie                                                                                                           News

A "Storie e geografie", latitudini e longitudini di trenta racconti e di altrettante canzoni raccolte in due CD. Quattro inediti e tante canzoni riviste e corrette dagli anni, dai tanti concerti e dai suoni del tempo che passa. Il primo disco degli Stadio è del 1981; la prima, importante produzione live che porta il nome degli Stadio è del 1979, si chiama "Banana Republic": da lì prende spunto questa nuova raccolta, proprio dalla sigla di quel grande evento musicale. La storia della band ha avuto idealmente due fasi: la prima, dagli inizi al 1990, e la seconda, che arriva fino ad oggi, caratterizzata dalla line up che abbiamo imparato ad apprezzare per il grande talento (Andrea Fornili, Giovanni Pezzoli, Roberto Drovandi e Gaetano Curreri).STADIO Del primo periodo trovate le nuove, belle versioni di "Chiedi chi erano i Beatles" (che si affranca bene dall’arrangiamento originale), "Ti ho inventata io" (che qualcuno aveva dimenticato ma cui gli Stadio hanno saputo donare una..."seconda giovinezza"!), "Acqua e sapone"
(potenzialmente un’hit-dance!) e "Canzoni alla radio", ben arrangiata da Nicolò Fragile, che diventa una grande canzone d’atmosfera, ancor più una grande canzone italiana d’autore. Del secondo periodo, trovate alcune delle "perle" contenute nel precedente "Occhi negli occhi" e gran parte del meglio di album come "Stabiliamo un contatto", "Stadiomobile live", "Di volpi, di vizi e di virtù".
Discorso a parte per "Un altro grande figlio di puttana", che segna il debutto dei nostri nell’hip-hop (grazie al duetto con J.AX degli Articolo 31). L’attrice Vittoria Belvedere esordisce a sua volta come cantante in "Mi manchi già". Nel doppio troverete anche "Balla per me" che gli Stadio hanno stravolto rispetto alla versione contenuta in "Donne e colori". Gli inediti rispecchiano bene i tempi che stiamo vivendo ("La legge del dollaro" e "Quasi quasi") e che ha vissuto Gaetano - soprattutto per la citazione "Io sono le mie canzoni" (in "Equilibrio instabile", giusto slogan-assioma per il teorema di vita di ciascuno di noi)... Le canzoni degli Stadio hanno sempre mille interpretazioni: alcuni le indossano come un abito da sera, altri come un maglione su un bel paio di jeans; ciascuno le fa proprie incastonandole nel dedalo di passioni della propria vita.
Anche questa doppia raccolta rappresenterà una fucina di nuove emozioni per i tanti che amano gli Stadio e per i pochi che devono ancora scoprirli. E non sarà mai troppo tardi. La produzione è anche questa volta affidata a Saverio Grandi (che si conferma un grande autore di canzoni), gli arrangiamenti sono di Nicolò Fragile, Saverio Grandi, Alessandro Magri, Bob Rose, Fabrizio Foschini, Celso Valli, Luca Orioli, Mirko Dal Porto, Maurizio Biancani e gli Stadio.