Punto Radio
                                                                         
                                      
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La
storia di Punto Radio By scorpio, non è altro che una sintesi di ciò
che lo stesso Vasco ha raccontato in varie interviste, e anche frutto
dei
ricordi di tutti noi che abbiamo in qualche modo partecipato. Dato che
il materiale rimasto è piuttosto scarso, conto molto sulla
disponibilità di coloro che di quegli anni hanno conservato oltre ai
ricordi anche qualsiasi altro documento che possa trovare spazio in
queste pagine, poster, foto, registrazioni, autografi raccolti durante
le visite agli studi della radio.
E'
doveroso innanzitutto precisare una cosa: Punto Radio non e' famosa solo
perchè e' stata la radio di Vasco Rossi. Per chi e' nell'ambiente della
radio, quel nome e' sinonimo di STORIA. Punto radio, infatti, non soltanto
fu una delle primissime radio libere nazionali (c'e' chi dice sia stata la
terza, ma molti invece ricordano che fu la seconda, dopo la prima che
nacque a Milano), ma fu soprattutto la prima a fare radio in un certo
modo, diventando una specie di vera e propria "scuola"
per tutte quelle che vennero dopo.
La nascita delle radio libere fu una
specie di "rivoluzione" che solo chi c'era allora può
ricordare realmente..ne può ricordare il senso, il significato. Oggi e'
facile accendere il proprio impianto o la propria radiolina, girare e
trovare centinaia di stazioni,..e' una cosa normale, un atto quasi
scontato. Allora era una autentica "guerra" al monopolio
di Stato. Le radio nazionali passavano solo quello che dicevano loro,
tagliavano, censuravano, non davano informazione. Immaginatevi oggi tutto
questo cosa sarebbe...oggi che tutti noi siamo abituati ad ascoltare,
anche in anteprima, tutto quello che vogliamo. Tornate indietro di
venticinque anni, e immaginatevi un'etere vuota, con la musica straniera
perfetta sconosciuta, con i cantautori "censurati" se una
canzone era "scomoda". Le radio libere nacquero per
reazione a tutto questo. Bastava molto poco allora, un piccolo
trasmettitore, spesso rudimentale, un'antenna..e via...!! Con le bande di
frequenze tutte libere si poteva coprire una distanza di centinaia di
chilometri, anche con questi apparecchietti di fortuna. Nacque così il
sogno di "fare da se", di potere dire, trasmettere e
comunicare come si voleva, e da qui nacque il nome di "radio
libere".
In questo clima di "rivoluzione" nacque Punto Radio
Zocca. Tra i fondatori anche il giovane Vasco, (allora di anni ne aveva ventitre)
che si buttò a capofitto nella nuova avventura. Lui veniva dalle
disillusioni del periodo universitario, del teatro sperimentale, ci voleva proprio un qualcosa di nuovo e stimolante per
un animo inquieto e ribelle come il suo.
Ma
intanto e' importante sottolineare un altro periodo storico che si
sovrapponeva a quello della nascita delle radio libere, e che avrà una
fondamentale importanza nel "Vasco" pensiero: la nascita
del PUNK. Questo movimento nasceva in Inghilterra proprio nel 1975, il
periodo cioè della nascita di Punto Radio.
Il
"punk" era un movimento di ribellione nei confronti della
musica ritenuta obsoleta e contro il sistema monarchico. Gruppi come Clash
e Sex Pistols si schieravano dalla parte dei giovani, attaccando e
dissacrando le istituzioni e le vecchie rockstars arricchite come Elvis,
Beatles e via dicendo. L'eco di quel fenomeno arrivò anche in Italia,
attraverso i canali "underground" (non certo i canali
della radio di Stato che li aveva censurati ovviamente) e Vasco e i suoi
collaboratori "sposarono" quel movimento, sentendosi
anche loro i "punk" dell'etere. Ovvero, sin dall'inizio
stabilirono che Punto Radio avrebbe avuto come ideali fermi la libertà di
espressione musicale e quella, soprattutto, di parola.
Prima caratteristica che contraddistinse Punto Radio e la fece diventare
"caposcuola", furono infatti due programmi, uno di
informazione musicale e l'altro di musica rock. Questi vennero istituiti
sin dai primissimi mesi. Nessun libro riporta una chicca che invece Vasco
raccontò a "notte vasco":
"Io facevo ascoltare cose che nessuno faceva ascoltare. Mi prendevano
per matto i miei stessi amici. I King Crimson? I Boston?
Bruce Springsteen?
Erano tutti dischi che avevo dai tempi dell'universita', che mi arrivavano
grazie ad amici perchè i negozi di dischi nemmeno sapevano chi erano. E
io mandavo di tutto e la gente a chiedermi chi erano.. Il punk fu una
bella scossa per me. Io che fino a quel momento mi ero bevuto tutte le
menate del femminismo e delle fantasie partitiche dei movimenti
studenteschi impegnati, improvvisamente vidi che c'erano un gruppo di
ragazzi come me ..che mandavano affanc... tutto e tutti. Scoprii che
c'era gente come Lou Reed e i Sex Pistols che avevano anche il coraggio di
sputare in faccia alla Regina e di bruciare interi libri di storia.. E
decisi di chiudere con tutte le menate a cui mi avevano fatto credere fino
a quel momento e di cominciare a dire la mia per come volevo. E la radio
era un grande mezzo per far sentire la mia voce.."
L'ispiratore
di Punto Radio Zocca fu Marco Gherardi, amico di infanzia di
Vasco, che,
mentre faceva il militare a Milano, ebbe modo di ascoltare RadioMilano
International, la prima radio libera in assoluto. E fu proprio grazie ai
preziosi consigli dei ragazzi di Milano a cui Gherardi e Lucio Serra
(altro amico di Vasco) si rivolsero, che il sogno diventò realtà.
Acquistarono un trasmettitore di soli 10 watt, procurarono dischi, cuffie,
cassette, registratori, giradischi, costruirono una rudimentale antenna e..partirono!
Il primo nucleo di Punto Radio cominciò a trasmettere non proprio da
Zocca, ma da un paesino vicino, Montombraro in Via Monte della Croce, che aveva una posizione
ottimale per coprire una vastissima zona dell'Emilia, anche con un
trasmettitore di quella dimensione. Erano in tutto una decina all'inizio,
tra cui Massimino Riva, appena tredicenne!
Naturalmente,
anche Punto Radio ebbe il suo "incontro" con i sigilli
dell'Escopost.
Vasco, che era il responsabile della radio dal punto di vista legale, venne
processato assieme a Walter Giusti, altro ragazzo dello "staff",
ma vennero assolti in quanto dimostrarono che quella radio non era nata a
scopi di lucro e che non faceva propaganda politica (che era una delle
cose più temute dalla radio nazionale).
Una
volta avuto il permesso, e sicuri ormai che non sarebbero stati più
"fermati", la radio cominciò a fare sul serio e vennero messi
su i "palinsesti".
Ecco
un'altra testimonianza inedita, di uno speaker radiofonico Palermitano
storico, che a quei tempi faceva il militare a Modena ed ebbe modo di
ascoltare Punto Radio per un anno: " La forza di Punto Radio stava
nel fatto che faceva delle cose incredibili per quei tempi. Non si erano
mai ascoltati nelle radio nazionali commenti sugli autori delle canzoni,
biografie e soprattutto non era abitudine dare spazio alla voce della
gente. Invece Punto Radio aveva un programma in cui venivano registrati
interventi delle persone, raccolti proprio per strada, in cui una tematica
veniva portata in giro per sentire cosa ne pensava la gente comune, senza
quei noiosi forum televisivi in cui a parlare era la gente
"costruita" per dire determinate cose. Li era tutto vero..
Onestamente non ricordo molto Vasco Rossi come speaker, mentre ricordo
tantissimo Riccardo Bellei, che in seguito ebbi modo di conoscere, una
persona bravissima, preparatissimo sui cantautori e sui significati delle
canzoni..."
I
primi programmi di successo di Punto Radio furono soprattutto tre:
- DOVE ARRIVA QUEL MICROFONO, programma mattutino in cui venivano mandate
in onda le interviste alla gente di cui si parlava prima e in seguito
anche interviste a personaggi noti;
- SOUND ON SOUND, programma di musica da discoteca, pomeridiano,
condotto i
primi tempi da Vasco, che, pur non amando particolarmente questo genere,
quando trasmetteva faceva di tutto per ravvivare al massimo il programma;
- SPAZIO APERTO, serale, forse il più conosciuto, quello con maggiore
indice di ascolto, che divenne un vero e proprio "forum" in cui
tutti gli speaker della radio, tra cui ovviamente Vasco, dicevano la loro
sulle tematiche suggerite dalle canzoni dei cantautori.
A
poco a poco la radio divenne la più conosciuta e la più amata dal
pubblico. La ascoltavano in tutta Emilia, anche perchè con i primi
introiti pubblicitari fu possibile comprare un trasmettitore molto più potente. Si
riuscì inoltre a trasferire gli studi definitivamente a Zocca, dove venne
affittata una parte di un residence sito in via Bosco degli Estensi. Anche lo staff si era allargato, tanta gente
arrivava da fuori per partecipare a quell'iniziativa, e tra questi alcuni
personaggi destinati a diventare fondamentali per il futuro musicale di Vasco, ovvero
Gaetano Curreri e Maurizio Solieri.
Quest'ultimo,
inizialmente si accodò' a SPAZIO APERTO, poi ebbe un programma tutto suo
in cui faceva delle classifiche personali dei migliori brani del mese e
della storia, portando novità come Jimi Hendrix e Doors, che fino ad
allora mai nessuno aveva ascoltato in radio.
Com'era
Vasco in radio? Tutti lo ricordano
come un trascinatore, e c'e' un'altra testimonianza a riguardo di chi
ascoltò Punto Radio a quei tempi (..purtroppo però quasi nessuno ha
conservato materiale o registrazioni.. nemmeno gli speaker stessi!!). Ecco
la testimonianza di quest'altro futuro speaker radiofonico Palermitano:
"..Vasco Rossi si faceva notare perchè urlava come un matto.. si, non
e' che parlasse, gridava proprio.. e poi ripeteva le cose più volte, per
fartele entrare in testa. Devo dire che trascinava, tu lo ascoltavi e ti
caricavi dietro lui.. questo per alcune cose.. per la musica disco ad
esempio. Poi faceva molti dibattiti sui cantautori, ma anche su artisti
stranieri. Ho ascoltato "Born to run" per la prima volta proprio
da lui. Francamente me lo ricordo molto serio e concentrato, non era il
Vasco che tutti conoscono adesso, sballato come dicono.. neanche per
niente.. Era molto preparato come speaker, e questo gli fa onore perchè
di certo a quei tempi non c'erano modelli di riferimento, mentre oggi chi
vuole iniziare ha centinaia di speaker a cui ispirarsi e a cui
"rubare" i trucchi del mestiere..."
E
a proposito di "trucchi del mestiere", vale la pena riportare
una divertente intervista con Red Ronnie, in cui si illustrano le tecniche
maldestre che a quei tempi si dovevano fare per mandare i dischi..
"..oggi
uno speaker dice che so.. Deviazioni di Vasco Rossi e via.. parte il pezzo.
Allora non c'erano preascolti, agli inizi non c'erano neanche due piatti,
ma uno solo, così tu che facevi.. ti regolavi con i solchi del disco, con
la coda dell'occhio ti accorgevi che stava finendo e cominciavi a parlare
cercando di riempire il vuoto tra un cambio di disco e l'altro.. Poi se
il brano da mandare non era il primo o il secondo del disco, ma il quarto
ad esempio, dovevi mettere la puntina a casaccio intorno alla fine del
terzo brano, intuire in cuffia, mentre tu parlavi, che stava per partire
il quarto, e smettere di parlare al momento giusto... Certo, dopo un poco
ti abituavi e ti veniva naturale fare queste cose.. ma all'inizio era
davvero una cosa che ti faceva faticare... però divertente.
quelli sono stati gli anni più belli della mia vita..."
Punto
radio, dopo appena un anno e mezzo, divenne in assoluto la più ascoltata
in Emilia. Quel modo di far trasmissione, passando musica e informazioni,
dialogando con la gente, con un modo di fare quasi da speaker
professionisti, conquistò presto la gente.Lo
staff si era ormai allargato a più di venti persone, tra cui troveremo in
tempi successivi Curreri, Solieri (arrivato grazie a Sergio Silvestri
) e
Massimino Riva, che si guadagnò l'agognato spazio con un piccolo
stratagemma.
Vasco
era infatti perplesso sull'impiego di quel ragazzino chiassoso.."va
beh che aveva il vocione grosso per la sua età..ma di mettere in radio
uno di quattordici anni..beh non mi fidavo tanto!!". Ma Massimino,
che fino a quel momento era stato solo a guardare, voleva fortemente
dimostrare che poteva anche lui "fare la radio". E così, una
domenica, approfittando del fatto che non c'era nessuno, con la complicità di Bellei, al posto della musica registrata si mise lui ai
microfoni e fece la trasmissione..!!" In questo modo convinse Vasco e gli
altri che era capace, e gli venne affidato proprio il programma della
Domenica pomeriggio, che in genere era libero proprio perchè era l'unico
giorno di pausa per i DJ.
Il
punto più alto della "carriera" di punto radio fu tra l'estate
76 e quella 77. Il 19 Agosto del 76, infatti, ad Alassio, si tenne la
finalissima di un concorso indetto da "Onda tv" in cui il
pubblico votava la sua radio preferita. Vinse Punto Radio, davanti alla
diretta concorrente BBC, di Bologna,in cui militavano Red Ronnie e
Bonvi.
Red e Vasco a quei tempi non erano per niente amici, anzi..
Quella sera avvenne anche il famoso "patacchino" per cui
Red per
anni l'ha avuta a morte con Vasco. Per chi non ha mai letto dell'episodio,
riportato nel libro di Poggini, ecco cosa avvenne:
Vasco, attaccò, senza farsi vedere, un adesivo di punto radio sul
giubbotto di pelle di Red, e questi, per ore e ore girò con questo adesivo
sulle spalle, tra l'ilarità dei componenti della delegazione di Punto
Radio presente ad Alassio.
In più, oltre alla beffa il danno: Red Ronnie, quando finalmente se ne
accorse, tentò di togliere l'adesivo ma finì con il rovinare
definitivamente il giubbotto.
Quella
vittoria per Vasco e compagni fu un grande motivo di soddisfazione e di
orgoglio, il premio al loro impegno.
Da
notare che, mentre i giovani del paese e non solo, ci acclamavano e ci
portavano in palmo di mano, i "grandi" tra cui anche
buona parte dei nostri genitori, ci criticavano, dicendo che quello non era un
lavoro vero, e che stavamo li a perdere tempo. Insomma, alcune delle frasi
che suggerirono il testo di "siamo solo noi" nacquero già da
li, a sentirsi dire che i giovani "non sanno far niente" e che
"sanno solo combinare stupidate.."
Che
in effetti soldi ne girassero pochi era anche vero. Riuscivamo a mettere
da parte qualcosa, ma il più delle volte erano più le spese che le
entrate.
Oltre tutto, per diverso tempo, per principio non venivano passati
messaggi pubblicitari politici, cosa che invece le altre radio facevano
ricevendo soldi in cambio, e questo, se da un lato era lodevole,
dall'altro lato non aiutava economicamente. Per mancanza di soldi, non
sempre si riusciva a concretizzare tutte le idee. Ad esempio,
nell'inverno del 76 arrivò la proposta di aprire una radio
"gemella" a Roma. Nacque "Punto Radio Lazio" con sede
a Frascati e per un poco si andò avanti a collaborare, lanciando, tra le
altre cose, il primo numero di una rivista in cui scrisse un articolo
anche Vasco, ma proprio per problemi di soldi, le varie iniziative
sfumarono nel nulla. Nacque così l'idea delle "feste di Punto
Radio" nelle varie discoteche, allo scopo, oltre che di divertirsi,
di raccimolare un poco di soldi con la percentuale sugli incassi. Vasco
nel frattempo aveva incominciato ad avere i primi seri
"approcci" con quella che sarebbe diventata la sua vita. Fino a
quel momento aveva scritto canzoni così, per sfogarsi o per fare vedere
agli altri che ne era capace.
Il primo a fargli capire che quelle canzoni, voce e chitarra, potevano
essere "vestite" a dovere fu Gaetano Curreri.
Una
curiosità: Curreri fece portare un pianoforte negli studi di punto
Radio, e faceva "in diretta" degli stacchetti musicali.
Curreri ascoltò alcune canzoni di Vasco e tra queste rimase
particolarmente colpito da "Jenny", facendo sentire a Vasco
come
sarebbe venuta con un arrangiamento di pianoforte. Vasco però era ancora
riluttante ad esibirsi dal vivo, così, quando Curreri e Sergio Silvestri
decisero di lanciare una nuova iniziativa, quella dei "Puntautori",
ovvero i cantautori di Punto Radio, per farli esibire nel corso delle
feste in discoteca, fu proprio lui l'unico a tirarsi indietro.
Arrivato il suo turno sul palchetto, Vasco cominciava a cantare ma poi
a metà canzone mandava tutto a cagare dicendo.." torno a fare il DJ che e' meglio...!"
Il "canto del cigno" di Punto Radio furono dunque queste
"feste in discoteca". Vennero ideate, come detto, per portare
soldi nelle casse della radio; la politica di Punto Radio infatti era
quella di rifiutare soldi dai partiti per passare messaggi politici, per
cui, assieme alle pubblicità, le feste erano l'unico mezzo per
autofinanziarsi. Venivano organizzate nelle principali discoteche Emiliane
(Snoopy di Modena, Jeans di Finale Emilia, Ciack di Bologna...e altre) ed
ebbero tantissimo successo di pubblico. Vasco era uno degli speaker più
amati, più seguiti in discoteca, era già un trascinatore per il suo modo
di fare. Bisogna infatti dire che la maggior parte del pubblico che poi
seguirà VASCO nei suoi primi tour con la Steve Roger Band, sarà proprio
costituito dai ragazzi che avevano iniziato ad "affezionarsi" a
lui come DJ. In quelle feste, Punto Radio ebbe modo anche di organizzare
qualche concerto di musicisti emergenti (organizzarono ad esempio una
serata a Renato Zero) oltre che "autopromuovere" i propri
artisti. Tutto questo, comunque, non bastò a far ulteriormente
"sopravvivere" Punto Radio. Nonostante gli indici di gradimento
da parte del pubblico rimanessero altissimi, lo staff stava
inesorabilmente perdendo l'unità di fondo che aveva da sempre costituito
la vera forza della radio.
Qualcuno andò via, seguendo altre strade, altri non avevano più gli
stimoli iniziali, VASCO stesso era sempre più diviso tra la radio, gli
impegni in discoteca e l'inizio della sua carriera musicale in cui, sotto
sotto, credeva tantissimo anche se non voleva darlo a vedere. Nel Luglio
del 1978 sospesero le trasmissioni, anche perchè la situazione economica
era diventata insostenibile. La radio venne acquistata dal PCI di Bologna,
e la sede venne trasferita proprio a Bologna (ironia della sorte, era stata
una delle prime idee di VASCO e compagni, quella di trasferire la sede
della radio da Zocca a Bologna). Inizialmente alcuni dei ragazzi, tra cui VASCO, continuarono a collaborare con la nuova sede, ma le loro idee
venivano sempre più accantonate a favore di quelle dei nuovi DJ e così
finirono per rinunciare del tutto. Ormai Punto Radio non era più la
"loro" radio... ideali differenti, obbiettivi differenti,
persino i programmi e i contenuti musicali erano stati completamente
rivoluzionati.
Dirà Riccardo Bellei, uno degli ultimi "protagonisti" ad
andarsene:"...non era più la nostra storia... e la magia degli inizi
era svanita. Inoltre, in soli due anni erano cambiate troppe cose e non ci
ritrovavamo più nel nuovo modo di trasmettere musica, ormai diventata
"non stop".
Noi avevamo fatto del dialogo con la gente il nostro punto di forza, ma
ormai sembrava roba superata.
Tutti noi, comunque, porteremo vivo dentro il ricordo di quell'esperienza
che ha segnato la nostra gioventù, e tutti noi, compreso VASCO, se fosse
possibile tornare indietro nel tempo, la rivivremmo volentieri..."