In pratica sarà una caccia all'idea:
"In un certo senso sì. Abbiamo addirittura evitato di fare una scaletta. Suoneremo quello che ci chiedono e quello che sentiamo al momento. Anche del materiale nuovo".
Del passato non si rinnega niente:
"Abbiamo sempre cercato di guardare avanti. Mi piace ascoltare Grande figlio di puttana o Chiedi chi erano i Beatles, ma è bello anche di essere
consapevoli di aver cercato ogni volta qualcosa di nuovo. Anche grazie a Saverio Grandi, che mi aiuta non soltanto nei testi, ma nello sviluppo delle idee. E' un collaboratore
prezioso, il nostro Mogol".
Del nostro panorama musicale a Curreri non vanno giù i discografici:
"Ci vorrebbe più coraggio. Visto le Vibrazioni? Sono straordinari. Ma ce ne sono tanti altri che non vengono fuori, perchè le case discografiche non prendono rischi, vanno sul sicuro e così gente che meriterebbe
di lavorare resta nell' ombra".
E gli Stadio, che dall' ombra sono usciti da circa venticinque anni, che promettono col nuovo cd?
"Ci piacciono i vestiti che portavamo vent' anni fa, ma ora ne indossiamo anche altri. E vogliamo...suonarli".
da "Leggo" di giovedì 25 novembre.
Sarà un mini tour dove "si potrà suonare davvero, quasi acustici". E Curreri voce, tastiere e soprattutto anima, della band, spiega il significato di "acustico": "Sentiremo i nostri suoni
senza tutti gli artifici che ti seguono nei grandi spazi. E' il modo migliore per proporsi al pubblico e per capire dal pubblico quello che chiede".
Una sola eccezione. "I fans spesso ci chedono Graffiti, un pezzo che ha più di dieci annni e che non abbiamo mai eseguito dal vivo.
Ora l' abbiamo rivisto e lo faremo".