SARNANO - “Di nessun altro”. “Perché quando siamo innamorati pensiamo che quella persona, quell’amore, sia solo nostro, che piaccia solo a noi e invece..”. Da questa constatazione di Gaetano Curreri nasce proprio il nuovo brano degli Stadio. Uno dei due inediti assieme a “Buona sorte” che proporranno questa sera dal vivo al Palazzo dello Sport di Sarnano. Sarà la famosa data zero, la prova generale di uno spettacolo estivo che girerà l’Italia. Sul palco le celebri proposte di repertorio per la storica formazione di Curreri ma anche una ventata di quel nuovo che vedrà la luce completa tra settembre e ottobre di quest’anno. Indimenticabili le colonne sonore a firma Stadio da “Chiedi chi erano i Beatles”, “Generazioni di fenomeni”, “Grande figlio di …”, “Canzoni alla radio” ma anche una più recente “Quasi quasi”, che, non a caso, ci ha confidato essere stata scritta proprio nelle Marche. Un grande autore oltre che cantante e musicista, Gaetano Curreri. Riconosciuto da sempre da quel Vasco Rossi, oggi Dottor Rossi, per cui ha composto almeno metà repertorio, e da tutto quel ventaglio di artisti al quale ha prestato il suo pensiero. Il suo nome compare anche vicino a quella "Un senso", interpretata dal Blasco, premiata ai “Nastri d’argento” come migliore canzone del cinema italiano.

Questa sera in scaletta ci sarà anche “Un senso”?
“Volevo fosse una sorpresa. E allora ti dico che ci saranno anche altre canzoni importanti che ho fatto per Vasco ma anche “Dimmi che non vuoi morire” che ha cantato Patty Pravo quasi dieci anni fa ma ancora molto radiofonica”.
Ma come si fa dopo tanti anni a trovare l’ispirazione di scrivere una canzone come “Un senso”?
“Un senso” è nata dalla lettura di un libro meraviglioso come quello di Margaret Mazzantini da cui è nato il film “Non ti muovere” di Castellitto, da quello che ha colto un grande poeta come Vasco Rossi e la pazienza mia e di Saverio di trovare una bella musica. E’ stata una cosa molto artigianale”.
Ma non ha pensato a tenerla per sé?
“No, quella era una canzone di Vasco. Quando gliel’ho sentita cantare la prima volta m’è scesa una lacrima. C’è tanto del suo vissuto, del suo modo bellissimo di raccontare sinceramente tanto. E’ per un artista come lui”.
Ma in questo album ci sarà una “Un senso”?
“Certamente avrà un senso… E’ un album che interpreterà momenti già vissuti ma con una certa maturità, un po’ disincantata ma sempre sognatrice”.
E come sta procedendo?
“Un work in progress, come dicono quelli bravi, di 12 canzoni. Ancora ne abbiamo quattordici e stiamo decidendo quali inserire definitivamente”.
E da quanto ci state lavorando?
“Da molto, due anni. Da subito dopo di “Occhi negli occhi”. E’ un album molto molto pensato rispetto agli altri, siamo stati particolarmente pignoli e completamente Stadio, voglio dire senza ospiti se non due giovanissimi ragazzi emiliani che ci hanno dato una mano”. “Buona sorte”, il secondo inedito che farete questa sera. Un augurio? “Ah, di sicuro è benaugurale”.
Le Marche sono da sempre importanti nel vostro cammino. Ed ora partite di nuovo da qui..
“E’ una regione che amo moltissimo. La baia del Conero ma anche le colline di Senigallia da dove comunque si vede il mare. Sto anche cercando una casa da quelle parti. Da qui sono nate anche alcune canzoni, mi viene in mente “Quasi quasi” dell’ultimo album ed una di cui non svelo il titolo di quello che deve ancora uscire“.