Ballate fra il cielo e il mare, questo è il titolo dello spettacolo è qualcosa di diverso dal solito, che si discosta in parte dalle precedenti produzioni della formazione emiliana.
Chi ci verrà a vedere, dovrà dimenticarsi di quello che ha visto sino ad ora ai concerti degli Stadio - ha precisato Gaetano Curreri nel corso della conferenza stampa di presentazione - Questa è una vera e propria situazione teatrale, intimistica se vogliamo, strettamente legata al nuovo disco, dove abbiamo privilegiato l'acustica piuttosto che l'elettronica. Nella prima parte del concerto - aggiunge Curreri - c'è tempo soprattutto per il nuovo disco, poi naturalmente non mancano i cavalli di battaglia e la nostra ironia di sempre.
"Ballate tra cielo e mare" è una sorta di percorso a ritroso degli Stadio, dove trovano spazio, insieme ai vecchi brani, anche tre inediti.
Sì, visto che il nostro repertorio abbonda di canzoni d'amore, ci sembrava bello rileggere attraverso delle ballate la nostra produzione, tra virgolette, minore. Una produzione magari ignorata dalla televisione, ma trasmessa a tamburo battente dalle radio e comunque apprezzata dal nostro pubblico. All'inizio il progetto era stato pensato solo per l'estero poi lo abbiamo portato avanti anche qui in Italia.
Nel disco c'è anche tempo per una cover "Muoio un po'", scritta dal leader degli scozzesi Del Amitri, Justin Currie. Avete mai pensato di realizzare un cover album?
Forse lo faremo in futuro. Di certo abbiamo trovato una strada, una precisa identità musicale e sonora. Gli Stadio di ora sono una cosa più specifica rispetto al passato e questo ci permette di confrontarci con delle cover, non a discapito della nostra personalità.
Di recente ti abbiamo visto duettare insieme a Vasco Rossi nella trasmissione televisiva Taratata, ci saranno altre occasioni per rivedervi sul palco insieme?
Ma, quello è stato un duetto casuale, non è stato pensato a tavolino dalle case discografiche. Si è trattato di un'esibizione tra amici, assolutamente improvvisata. Io e Vasco siamo legati da un'amicizia profonda. Ci vediamo quasi quotidianamente. Mi ricordo che nel '76 lavoravamo insieme nelle radio libere. Andavamo in giro per cercare qualcuno che pubblicasse "Alba Chiara" e in tanti ci hanno chiuso la porta in faccia.
Presto ci sarà Sanremo, che cosa ti aspetti da questa nuova edizione?
Quest'anno mi piacciono molto i giovani, anche perché sono tutti dei bravi musicisti, vedi Alex Britti Max Gazzè o i Quintorigo. Anche se poi conosco tanta gente che al Festival si è rovinata la carriera. A Sanremo è giusto che ci vada chi ha qualcosa di nuovo da presentare.
Tra un impegno e l'altro Gaetano Curreri ha interpretato anche due brani della colonna sonora del cartone animato La gabbianella. Come è nata questa idea?
Mi ha coinvolto il regista ed è stata un'esperienza bellissima. Quando ti confronti con una realtà come quella dei cartoni animati ti rendi conto che sarai al centro dell'attenzione per molti bambini e non solo. La musica di questo film d'animazione, infatti, non è usuale, anzi forse è pensata anche per un pubblico adulto.
E in Emilia Romagna ci torni spesso?
Non potrei fare diversamente, io sono nato a Bertinoro e qui ho trascorso i primi anni della mia infanzia. Mia madre è romagnola ed è lei che mi ha trasmesso l'amore per la musica. È una pianista e mi ha aiutato moltissimo a muovere i primi passi in questo mestiere.