
Sono molto contento di essere tornato a San Benedetto, dopo il concerto
dello scorso anno, ha esordito il cantante, io ho anche un ricordo d’infanzia
legato a questo posto, passavo qui le vacanze perché avevo dei
parenti. E’ tutto stupendo a San Benedetto, il lungomare, quelle
palme così magiche…e per un gruppo è importante essere
in un bel posto quando prepara una tournče.
Questa tournee si lega ad un disco molto fortunato, “Storie e geografie”,
che è da parecchie settimane nei primi venti posti delle classifiche
e ha già superato le 100000 copie vendute. Anche la tournee si
chiama “Storie e geografie” e San Benedetto è la città
perfetta per iniziare il nostro viaggio e per raccontare storie nel contesto
di una geografia bellissima. Un altro motivo che ci ha portato a scegliere
San Benedetto è il Palacongressi, che è veramente un bel
teatro.
Che rapporto hanno gli Stadio con i media?
Noi non siamo mai stati dei personaggi, perciò non siamo televisivi. Da parte nostra non amiamo la televisione e, d’altronde, la televisione non ci ama. Sono innamorato, invece, della radio. “Ascoltate la radio e spegnete la TV!”, lo dico da anni ai fans. Dal punto di vista della pulizia della comunicazione, la radio può considerarsi ancora pulita. Tra l’altro inizieremo i concerti con “Canzoni alla radio”. Il testo della canzone lo scrisse, giovanissimo, Luca Carboni ed è una vera e propria poesia. Dentro c’è tutto quello che serve per raccontare il nostro amore per la radio.
Che rapporti avete adesso con Carboni?
Siamo sempre amici. Abbiamo collaborato in passato e forse lo faremo di nuovo. Aveva ragione Guccini quando mi disse che gli Stadio sono una sorta di piccolo laboratorio dove tutti si divertono a venire a giocare e suonare con noi.
Cosa ne pensate del festival di Sanremo che ci sarà tra poco?
A dire la verità mi sono interessato poco. So che c’è stato un blackout delle major e Tony Renis ha fatto le sue scelte di conseguenza. Di sicuro farà un bello spettacolo, lui è molto bravo in questo. Il problema è proprio che Sanremo è diventato sempre più uno spettacolo…
Tony Renis ha annunciato che quest’anno ci sarà maggior spazio per le canzoni.
Io ci credo poco. Anche quando abbiamo partecipato noi ricordo proclami di Pippo Baudo simili a quelli di Tony Renis. Tutti dicono di voler dare maggior spazio alle canzoni, in realtà poi a prevalere è sempre lo show.
La vostra tournee a fine febbraio emigrerà in Sud America. E’ la prima volta che andate a suonare laggiù?
Sì, è la prima volta. E’ un’esperienza che mi prende molto, sono felice di andare laggiù, dove è estate e dove ci sono tanti italiani che sono legatissimi alla loro cultura, quindi speriamo bene. Canterò anche una versione in spagnolo di “Ballando al buio”.
Per molto tempo la gente ha pensato agli Stadio come al “gruppo di Lucio Dalla”. E’ stato un vantaggio o uno svantaggio?
Innanzitutto aver lavorato con Lucio Dalla è una cosa che ci rende molto orgogliosi. Forse per convincere delle nostre qualità chi ci vedeva solo come il “gruppo di Lucio Dalla” abbiamo dovuto impiegare un po’ più tempo, ma alla fine ci siamo guadagnati la nostra credibilità, dimostrando che era tutta farina del nostro sacco.
Quali CD sta ascoltando Gaetano Curreri in questo periodo?
Soprattutto i Coldplay. Loro sono davvero il più bel gruppo che c’è oggi, non c’è nessuno ispirato come loro. Poi ascolto i Radiohead, i primi Radiohead però, perché negli ultimi dischi credo si siano persi in una ricerca esasperata. In generale, comunque, mi piacciono i gruppi più che i solisti. Penso che gli screzi, i litigi, ma anche la cooperazione e i consigli che ci sono all’interno di un gruppo siano tutte cose che stimolino la creatività molto più di quanto possa fare una persona da sola.
Pierluigi Lucadei