Interviste a Gaetano                                                                                                     News


Sopra una maglietta con l’immagine di John Lennon, la faccia di Gaetano Curreri, il leader degli Stadio, racconta un uomo felice. «Sì, sono felice, perché so di essere fortunato. Faccio quello che mi piace, ho un gruppo che va avanti da quasi vent’anni senza sentirsi stanco e che è sempre stato coerente». E ha anche un album, Canzoni per parrucchiere live tour, che lo aiuta a star bene: «E’ il coronamento di un periodo. A volte si avverte la necessità di un album dal vivo per fermare un determinato momento. Eravamo molto soddisfatti de L’amore volubile, era piaciuto al pubblico e anche il tour con circa 30 mila presenze, ci aveva regalato molte soddisfazioni. Così è nato questo live. Una sorta di fotografia».

Gaetano Curreri e Andrea Fornili

Tra incidere un pezzo e proporlo alla gente dal vivo, che cambia?

«Sul palco c’è il gusto di servirsi del pubblico per togliere i difetti ai pezzi. E c’è l’emozione del confronto. Il massimo».

Il confronto con le case discografiche, invece, com’è?

«La discografia naviga in pessime acque. I problemi sono a monte, non per gruppi come il nostro. I discografici non rischiano, non consentono di provare, chi sbaglia è fuori. Preferiscono investire mandandoti a incidere in Giamaica quando qui in Italia ci sono sale attrezzatissime, invece di mettere i giovani in condizione di proporre qualcosa di nuovo. Se alcuni finiscono a Music farm, c’è sicuramente qualcosa che non va nel sistema».

Sistema malato da Sanremo in giù.

«Sanremo è diventato un reality»

In questo live, oltre ai vostri pezzi storici, c’è un omaggio ai Rolling Stones.

E c’è anche un omaggio a Vasco Rossi.

«Fra le mie fortune, c’è anche quella di lavorare con amici, ricerca e divertimento così viaggiano insieme e non facciamo pezzi con la mano sinistra... Un omaggio era doveroso».

Finito un pezzo, un album, un tour, c’è un attimo di vuoto?

«Alle prime avvisaglie si va a caccia di nuove emozioni e si ricomincia».

di Fabio Maccheroni