
Tra incidere un pezzo e proporlo alla gente dal vivo, che cambia?
«Sul palco c’è il gusto di servirsi del pubblico per togliere i difetti ai pezzi. E c’è l’emozione del confronto. Il massimo».
Il confronto con le case discografiche, invece, com’è?
«La discografia naviga in pessime acque. I problemi sono a monte, non per gruppi come il nostro. I discografici non rischiano, non consentono di provare, chi sbaglia è fuori. Preferiscono investire mandandoti a incidere in Giamaica quando qui in Italia ci sono sale attrezzatissime, invece di mettere i giovani in condizione di proporre qualcosa di nuovo. Se alcuni finiscono a Music farm, c’è sicuramente qualcosa che non va nel sistema».
Sistema malato da Sanremo in giù.
«Sanremo è diventato un reality»
In questo live, oltre ai vostri pezzi storici, c’è un omaggio ai Rolling Stones.
E c’è anche un omaggio a Vasco Rossi.
«Fra le mie fortune, c’è anche quella di lavorare con amici, ricerca e divertimento così viaggiano insieme e non facciamo pezzi con la mano sinistra... Un omaggio era doveroso».
Finito un pezzo, un album, un tour, c’è un attimo di vuoto?
«Alle prime avvisaglie si va a caccia di nuove emozioni e si ricomincia».